VANESSA BEECROFT L'ARTISTA PER LE DONNE

da TalentNCreativity

Nata a Genova il 25 aprile 1969, Vanessa Beecroft è considerata una delle artiste più innovative che ha conquistato successo e fama nel mondo dell'arte grazie alla scelta di dedicare le sue ricerche al corpo umano, più precisamente quello femminile, con tematiche contemporanee come la costruzione dell’io e l'obiettivo di dichiarare la relazione difficile che c'è tra il corpo della donna e la società.

L'artista ricerca perfezione e bellezza che allo stesso tempo si fondono con la sofferenza della vita reale. Interpreta il corpo umano come mezzo artistico e le sue opere sono finite per essere dei veri e propri eventi, con la creazione di coreografie fatte di corpi nudi e femminili. Nel corso della sua vita, infatti, dopo aver studiato pittura presso l’Accademia Lingustica di Belle Arti di Genova, Vanessa ha seguito anche un corso di scenografia all’Accademia di Belle arti di Brera, a Milano.

Uno dei suoi insegnati fin da subito ebbe la sensazione di come l'artista fosse, in senso buono, “nata imparata”. Era la classica allieva che interveniva sempre durante le lezioni e faceva grandi quantità di disegni che “non esistevano al mondo, il suo modo di esprimersi era unico”. Nel 1993, debutta con la sua prima performance, nella galleria Luciano Inga-Pin.

Nelle sue opere si notano “composizioni geometriche”, che lavorano sul rapporto tra figure e spazio. L’inizio della performance è “ordinato”, alle ragazze vengono date regole su una posizione precisa e di rimanere in silenzio, estraniarsi ed essere naturali, collocandosi secondo una linea quadrata, circolare o simmetrica. Private di ogni possibilità di dialogo o di relazione, appaiono congelate. Successivamente, devono invece “rompere le file” e le regole, creando un naturale disordine. L'artista pone al centro della propria riflessione i temi dello sguardo e del desiderio.

Le protagoniste sono giovani donne, vestite in modo da scaturire un forte impatto visivo. Il colore è fondamentale, la maggior parte delle volte predomina il monocromatico, principalmente colori come il giallo, il rosso, il bianco e il nero. Le performance, concettualmente più vicine alla pittura che all’azione, dovevano trasmettere temi molto vicini all’artista, come le ossessioni della perfezione e di natura alimentare insieme agli squilibri comportamentali.

In un secondo momento passò a l'uso della fotografia e del video che gli permetteranno di allargare i propri eventi e farli diventare “opere indipendenti” in continuo movimento. L'artista aveva una predilezione per i “volti delicati e pallidi, angelici, ma che nascondono forza”. Essa voleva “provocare, spingere in avanti i limiti della società o vedere cosa succede se si toccano certi tabù. Ma la ragione principale del lavoro rimane comunque poetica, introspettiva, psicoanalitica, sociale, formale, cromatica, compositiva”.

FONTI:
https://www.stilearte.it/come-e-perche-nacquero-i-nudi-di-gruppo-di-vanessa-beecroft/
http://www.vogue.it/news/encyclo/personaggi/b/vanessa-beecroft
http://www.strozzina.org/artists/beecroft/
http://www.donnamoderna.com/news/people-news/parla-vanessa-beecroft-la-piu-provocatoria-artista-contemporanea2
http://www.artantide.com/artisti_BiografiaArtista?idArtista=354

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